Accessori per il Vigneto e Frutteto
Vineyard Accessories and Trellis Supplies
Accesorios y Equipos para Viña y Huerto

 

 

       CERTIFICAZIONE ISO 9001:2008 - CONTROLLO PROCESSI E MATERIALI UTILIZZATI

La certificazione del Sistema Qualità ha quindi richiesto al Mollificio Effemme la predisposizione di un modello di gestione della qualità documentato e consolidato nella sua applicazione, sforzo non indifferente per l'organizzazione, ma attuato con determinazione e ripagato con successo dalla continua fiducia della Clientela nei confronti dell’Azienda e dei suoi prodotti.

  • La Certificazione del Sistema Qualità aziendale del Mollificio Effemme nasce dalla volontà dell’Azienda di mantenere sotto stretto controllo tutte le fasi di realizzazione e collaudo all’interno dell'intera filiera produttiva, dal rotolo di filo di acciaio al componente elastico finito, standardizzando e monitorando anche gli aspetti commerciali e logistici, dagli ordini alle spedizioni.

 

  • Fasi descritte e registrate nella documentazione a supporto del Sistema (manuale, procedure, istruzioni ecc.) e conformi alle norme di riferimento della serie ISO 9001:2008, recepite, attuate e consolidate all’interno dell'Azienda per l’ottenimento di prodotti di alto valore qualitativo, conformi alle specifiche e ai requisiti richiesti dai Clienti e dagli standards attuali.

Le verifiche sistematiche a cui è sottoposto il Sistema Qualità da parte dell' Ente di Certificazione sono garanzia del continuo miglioramento e della ricerca costante della qualità, attuati dal Mollificio Effemme per consolidare la propria leadership nel campo della realizzazione di componenti elastici per l'enologia e l'industria, nella produzione di accessori per vigneti e frutteti e nella commercializzazione di ogni prodotto per la viticoltura in generale.

  • E' possibile richiedere alla direzione del Mollificio Effemme srl, copia dei certificati del Sistema Qualità del Mollificio Effemme, rilasciati dall'Ente di certificazione Certiquality e da IQ-NET - The International Certification Network - in formato PDF di Adobe Acrobat Reader.

Sarà nostro piacere inviarVi entrambe le copie via email o via fax.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Mollificio Effemme srl dispone di un controllo di gestione dei processi produttivi, dall'acquisto del materiale alla vendità del prodotto finito.

E' proprio nell'acquisto della materia prima che l'azienda si è sempre contraddistinta acquistando materiali di Prima Classe e nello specifico

prodotti in Italia.

Nonostante sui mercati  siano presenti materiali economici (specialmente per gli inossidabili a basso tenore di Nickel), Il Molllificio Effemme ha sempre evitato la politica di acquisti di materiali scadenti al fine di poter garantire il prodotto contro eventuali rotture (per le molle industriali) o ruggine (per l'accessoristica della viticoltura).

Spesso e volentieri, si propongono ai clienti prodotti scadenti come se fossero i migliori fornendo come uniche prove i test della calamita.

L'acquisto delle molle da parte del cliente deve essere accompagnato dalla certificazione del materiale che testimonia e garantisce i vari componenti degli acciai per molle.

Il Mollificio Effemme rilasciando i certificati del materiale al cliente, oltre a mostrare i componenti del materiali, garantisce anche l'acquisto della materia prima "Made In Italy" presso Trafilerie Italiane certificate.

Qui di seguito riportiamo le caratteristiche degli acciai qualitativamente idonei per la fabbricazioni delle molle industriali e accessoristica per vigneto e frutteto:

 

ACCIAIO PER MOLLE

Con le leghe al solo carbonio, in concentrazione superiore allo 0,40%, si hanno gliacciaio armonici per cemneto armato precompresso, funi (in questo caso

vengono patentati), strumenti musicali.
Per usi più impegnativi si aggiunge soprattutto il silicio fino al 2%, che rafforza ma infragilisce; il cromo aumenta la temprabilità, il nichel aumenta la tenacità

Alcuni esempi: 55Si7 per sospensini e balestre dei treni; 52SiCrNi5 per molle di pregio; 50CrV4.
Si esegue sempre il rinvenimento a 450 °C così che i carburi precipitino ma non inizino a coalescere.

La tensione di snervamento o punto di snervamento di un materiale duttile è definita in ingengeria in scienza dei materiali come il valore della tensione

corrispondenza della quale il materiale inizia a deformarsi plasticamente, passando da un componente elastico reversibile ad un comportamento plastico

caratterizzato dallo sviluppo di deformazioni irreversibili che non rientrano al venir meno della causa sollecitante. Nel caso di stati

di tensione pluriassiale il punto di snervamento indica la combinazione delle componenti di tensione che determina nel materiale la condizione di

snervamento: gli infiniti punti di snervamento descrivono, nello spazio delle tensioni, una superficie detta superficie di snervament

L'acciaio armonico è un acciaio a silicio ad alto tenore di carbonio (0,80 - 0,90 %), quindi particolarmente duro (durezza 240 della scala di Brinelli,

carico di rottura 140-170 kg/mmq, carico di snervamento 115 kg/mmq allungamento 5%), temprato in olio 780-800°.

Con la ricottura diventa plastico; una volta formato, si procede alla tempra e acquisisce elasticità.

Viene ampiamente usato per la realizzazione di molle, clip elastiche e corde per strumenti musicali.

Gli acciai inox (o acciai inossidabili) sono leghe a base di ferro e carbonio che uniscono alle proprietà meccaniche tipiche degli acciai al carbonio

caratteristiche peculiari di resistenza alla corrosine.
Tali materiali devono la loro capacità di resistere alla corrosione alla presenza di elementi di lega, principalmente cromo, in grado dipassivarsi,

cioè di ricoprirsi di uno strato di ossidi invisibile, di spessore pari a pochi strati atomici (3-5×10−7mm), che protegge il metallo sottostante

dall'azione degli agenti chimici esterni.
La famiglia degli acciai inox ha la caratteristica comune di avere un contenuto massimo di carbonio dell'1,2% e un valore minimo di cromo pari all'11-12%.
Se la percentuale dei leganti è elevata, non si parla più di acciai inox bensì di leghe inox austenitiche.
La definizione di inox deriva dal francese inoxydable.

Molto propria è la dizione anglosassone stainless derivata dalla capacità di questi materiali di ossidarsi ma non arrugginirsi (o come si suol dire passivarsi)

negli ambienti atmosferici e naturali.
Il fenomeno della passivazione avviene per reazione del metallo con l'ambiente ossidante (aria, acqua, soluzioni varie, ecc).
La natura dello strato passivante, formato essenzialmente da ossidi/idrossidi di cromo, è autocicatrizzante e garantisce la protezione del metallo, anche se

localmente si verificano abrasioni o asportazioni della pellicola, qualora la composizione chimica dell'acciaio e la severità del danno siano

opportunamente inter-relazionate.
In particolare, il film passivo può essere più o meno resistente in funzione della concentrazione di cromo nella lega e in relazione all'eventuale

presenza di altri elementi leganti quali il nichel, il molibdeno, il titanio.

I vari acciai inox differiscono in base alla percentuale in peso degli elementi costituenti la lega.
Tra gli acciai più comunemente utilizzati distinguiamo:

302 - Cr (18%) Ni (10%) C (0,05%);

304 - Cr (18%) Ni (10%) C (0,05%);

304 L - (Low Carbon): Cr (18%) Ni (10%) C (< 0.03%);

316 - Cr (16%) Ni (11.3/13 %) Mo (2/3 %)

316 L - (Low Carbon): Cr (16,5/18,5%) Ni (10,5/13,5%) Mo (2/2,25%) C (< 0.03%);

316 LN - (Low Carbon Nitrogen) (presenza di azoto disciolto nel reticolo cristallino del materiale);

316 LN ESR (electro-slag remelting);

430: Cr (16/18 %) C (0,08%).

Questi materiali possono essere anche stabilizzati al titanio o alniobio come:

316 Ti

316 Nb

430 Ti.

La posizione del ferro all'interno della lega influenza diverse caratteristiche del materiale, di elevata importanza per il suo utilizzo.
La principale è lamagneticità:

nella disposizione a corpo centrato il materiale evidenzia proprietàferritiche e perciò magnetiche;

n quella a facce centrate l'acciaio è austenitico e perciò amagnetico.

Come già accennato in precedenza, gli AISI 304 e 316 appartengono alla famiglia degli acciai a struttura austenitica mentre l'AISI 420 è a struttura martensitica.
La differenza tra l'acciaio 304 e 316, a parte il costo maggiore e la presenza nel 316 d Mo, è data dalla più elevata austenicità del secondo grazie alla più

alta percentuale di nichel.
Sebbene questi acciai conservino la struttura austenitica, in alcuni casi restano nella massa "isole" che hanno una struttura ferritica, derivata dalla ferrite δ.
Nell'UV si necessita di una tipologia d'acciaio austenitico, poiché possiede una struttura molto legata e di conseguenza meno attaccabile chimicamente.
La presenza di metalli refrattari, come il molibdeno, aiuta a legare elettro-chimicamente gli atomi di ferro conferendone maggiore inerzia e un grado di

durezza superiore (circa 180 gradi Vicker).
L'acciaio austenitico permette di utilizzare la lega anche nell'UHV, poiché l'amagneticità strutturale le dona un'inerzia quasi totale alle interazioni "deboli"

garantendo un vuoto più pulito.
La presenza di cromo, nonostante le sue caratteristiche ferriticizzanti, conferisce all'acciaio stabilità ed elasticità, garantendone così duttilità e malleabilità.
Resta comunque il fatto che, in questa tecnologia, l'acciaio più utilizzato sia quello austenitico.
La sua temperatura di fusione è di 1435 °C, tuttavia dobbiamo considerare che, durante la saldatura, nell'intervallo di temperatura tra i 600 e gli 800 °C,

si trasforma, o meglio decade, da austenitico a ferritico (come indicato nel diagramma di sensibilizzazione di Schaeffler).
Il suo decadimento è più rapido e permanente per gli acciai 304 rispetto ai 316.
Periodo di sensibilizzazione:

304: 10 minuti;

304 L: 30 minuti;

316 L: un'ora.

Più esteso è questo periodo (la estensione è proporzionale alla presenza di nichel), più il materiale è affidabile.
Per ridurre ulteriormente il degasaggio della lega 316 si effettua il processo di electro slag remelting, in cui la stessa viene rifusa in un forno a radiofrequenze,

in modo da eliminare le microscorie di ossidi e di carburi, che, oltre a "sporcare" il vuoto, la rendono più ferritica. Il 316 L N ESR, poiché molto costoso,

viene utilizzato limitatamente e prevalentemente negli accelleratori di particelle.
L'acciaio è costituente delle camere da vuoto, delle flange e di eventuali altri elementi come bulloni e dadi; in ogni modo, una camera da vuoto in

acciaio richiede ulteriori trattamenti finalizzati a diminuire il costante degasaggio di idrogeno dalle sue pareti. Uno dei principali è il vacuum firing, con il

quale l'acciaio viene in primo luogo scaldato a 1400 °C e poi rapidamente raffreddato, per attraversare celermente la zona di sensibilizzazione senza decadere

in ferritico. Così, oltre alla diminuzione della percentuale di azoto sulle superfici, si ottiene un aumento della sua austeniticità.

 

TENSIONE DI SNERVAMENTO

La conoscenza del punto di snervamento di un materiale è di fondamentale importanza nel progetto di un componente o di un manufatto, in quanto esso

generalmente segna il valore limite del carico a cui il componente o il manufatto può resistere. Tale conoscenza è anche importante per il controllo di

molte tecniche di produzione materiali come forgiatura, laminazione e stampaggio.

È spesso difficoltoso definire precisamente lo snervamento a causa della vasta varietà di comportamenti esibiti dai materiali reali. Inoltre sono possibili

diverse definizioni di snervamento. La definizione convenzionale tuttavia più largamente usata fa riferimento alla seguente definizione:

Tensionedisnervamento È il valore della tensione associato ad una deformazione plastica irreversibile del 0,2%, ricavata dalla curva tensione-deformazione

relativa ad una prova di trazione su un provino di materiale di forma normata. La tensione di snervamento è usualmente indicata col simbolo σs o col simbolo σy .

Si hanno inoltre le seguenti definizioni:

È spesso difficoltoso definire precisamente lo snervamento a causa della vasta varietà di comportamenti esibiti dai materiali reali. Inoltre sono possibili

diverse definizioni di snervamento. La definizione convenzionale tuttavia più largamente usata fa riferimento alla seguente definizione:

Tensione di snervamento È il valore della tensione associato ad una deformazione plastica irreversibile del 0,2%, ricavata dalla curva tensione-deformazione

relativa ad una prova di trazione su un provino di materiale di forma normata. La tensione di snervamento è usualmente indicata col simbolo σs o col simbolo σy .

Si hanno inoltre le seguenti definizioni:Vero limite elastico Il più basso valore della tensione rispetto alla quale le dislocazioni si attivano. Questa

definizione è raramente utilizzata sia perché le dislocazioni si attivano a valori molto bassi di tensione, sia perché risulta molto difficile la sua rilevazione

sperimentale. Limite di proporzionalità Il punto in corrispondenza del quale la curva tensione-deformazione devia dall'andamento lineare dellalegge di Hooks

e diventa non lineare. Limite elastico Il più basso valore della tensione in

corrispondenza del quale le deformazione permanenti possono essere misurate. Tale misura richiede una procedura di carico e scarico e la sua accuratezza

dipende molto dagli strumenti di misura e dalla capacità dell'operatore. Per glielastomeri, come le gomme, il limite elastico è molto maggiore

del limite di proporzionalità.

Punto di snervamento superiore e punto di snervamento inferiore Alcuni metalli duttili, come l'acciaio dolce, presentano due punti di snervamento. Il loro

comportamento è sostanzialmente lineare fino al raggiungimento del punto di snervamento superiore. Successivamente evidenziano un rapido salto ad un valore

inferiore di tensione, il punto di snervamento inferiore che in ingegneria strutturale è assunto come valore conservativo di riferimento. Back stress Rappresenta il

centro della curva limite di snervamento, che nel caso di materiali di Von Mises, è rappresentata da un'ellisse sul piano di Heigh Westergard. Il back stress è

definito

tramite un tensore.

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